La vitamina D è una delle più grandi alleate del nostro benessere: è utile per la salute delle ossa e della colonna vertebrale, aiuta a combattere alcune infezioni delle vie respiratorie e può aiutare persino chi soffre di disturbi particolari come la fibromialgia. Seguono alcuni studi che parlano questa vitamina.

‘Vitamina D contro fibromialgia e dolore cronico’
Lo studio “Fibromyalgia pain and fatigue reduced by vitamin D supplementation”, pubblicato su “Elsevier” nel 2014, ha dimostrato come, in persone affette da questa patologia, l’assunzione di vitamina D possa ridurre in modo significativo il dolore e la fatica.
Un’altra ricerca, apparsa sempre nel 2014 sulla rivista “Journal of Parental and Enteral Nutrition”, ha messo in luce invece il ruolo della vitamina D contro il dolore cronico. Lo studio è stato condotto su un gruppo di 400 pazienti in riabilitazione; i ricercatori hanno osservato in sostanza che l’alta presenza di vitamina D provocava MENO dolore muscolo-scheletrico non specifico.

‘Vitamina D e colonna vertebrale’
Per quanto riguarda la correlazione tra vitamina D e salute della spina dorsale, vale la pena citare lo studio “Vitamin D Often Depleted in Spine Surgery Patients” (su “MedPage Today”), dove i ricercatori hanno visto che il 57% di un gruppo di pazienti (313) in attesa di ricevere un intervento di fusione spinale aveva un basso livello della nostra vitamina.
Noi chiropratici ci interessiamo all’argomento proprio perché sappiamo che una carenza di vitamina D può essere una con-causa importante delle patologie che trattiamo. Il Metodo Sanrocco, infatti, si basa sul principio del Triangolo della Salute, secondo cui il corpo può trovare armonia solo quando i tre lati di questo triangolo – mentale, strutturale e chimico – sono in perfetto equilibrio.
Un basso livello di vitamina D, dunque, equivale ad una mancanza-una debolezza del lato chimico e ciò può avere effetti negativi anche sugli altri lati del triangolo.

Ma quali sono le fonti naturali della vitamina D? 
L’importanza del sole per fare scorta e imminente.
D’estate si fa molta informazione sui possibili danni causati da un’esposizione eccessiva al sole e sulla necessità di utilizzare creme protettive. Tutto giusto. Ma bisogna aggiungere che ognuno di noi è diverso e che la protezione deve essere scelta in base al proprio fototipo, quindi in base alla qualità e alla quantità di melanina presente nella propria pelle.
Perché sottolineiamo questo? Perché mentre il sole estivo è nemico della salute per alcuni versi, va detto che è comunque una fonte preziosa per fare rifornimento di vitamina D. Le protezioni molto alte fanno sì da scudo ai raggi ultravioletti (raggi UV B), ma, dall’altro lato, ostacolano la produzione di essa, che origina proprio grazie all’esposizione alla luce del sole.
Attenzione, non stiamo dicendo di evitare le protezioni, ma solo di scegliere quella realmente adatta alla tua pelle.
D’estate fai delle passeggiate all’aperto ogni giorno, evitando comunque le ore più calde e portando con te dell’acqua per restare idratato. In questo modo farai rifornimento di vitamina D per l’inverno.
Bastano circa 20 minuti al sole, con una protezione inferiore a 10 SPF, per produrre la quantità giornaliera indicata di vitamina D.

In quali alimenti si trova la vitamina D?
Purtroppo sono pochissimi gli alimenti che permettono la sintesi di questa vitamina. Una delle fonti principali è l’olio di fegato di merluzzo. Sì, sappiamo che non ha un sapore molto gradevole, ma, se necessario, un sacrificio si può fare.
In alternativa, danno un buon apporto di vitamina D i pesci grassi, come per esempio il salmone.

Quale e la strategia più giusta per prendere la vitamina D in forma di integratori?

Dobbiamo sottolineare che ci sono due tipi, la vitamina D2 e la vitamina D3.

La D2 è una forma inattiva di questa vitamina ed è quella che il nostro corpo ‘deposita’ nel fegato o nel tessuto adiposo per quando sarà necessaria,  mentre la D3 e la forma di questa vitamina che diventa attiva dopo l’esposizione del corpo ai raggi del solo ed e questa che e responsabile, se e necessario, per l’incremento del livello di calcio nel sangue. Questo vuol dire che non basta buttare giù 2-3 perline di vitamina D per risolvere il problema ma bisogna capire prima quale forma e carente, quella attiva o quella inattiva? Inoltre, il corretto metabolismo delle 2 forme di vitamina D sono molto legate alla presenza di vitamina A e vitamina E, sopratutto quando c’e carenza di vitamina D2.

Termina qui il nostro focus sulla vitamina D. Ricorda che un chiropratico può aiutarti a studiare una dieta specifica per sopperire alla carenza di questo prezioso micronutriente.                                                                                          Referenze:

How do I get the vitamin D my body needs?


http://www.sanroccochiropratica.it/approfondimenti/vitamina-d-benefici-e-fonti
www.essentialfattyacids.com                                                                  https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3356951/ ‘Vitamin D – The sunshine vitamin’                                      http://thechalkboardmag.com/vitamin-d-deficiency-health-tips-dr-mark-hyman

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